Prove su strada
Finalmente ce l'abbiamo fatta: ho provato la Honda WN7, la moto elettrica di Honda. Ci sono salito con la testa di uno abituato al quattro cilindri della mia S1000XR (e prima ancora del GSX-R), quindi prendete questa prova per quello che è: le impressioni sincere di un motociclista a benzina dopo un giro su strada, tra rettilinei, curve e centri abitati. Ecco com'è andata, punto per punto.
Partiamo dal punto dolente, letteralmente. È la seduta più scomoda su cui sia salito dai tempi del GSX-R: la sella è molto dura e molto fina, e dopo dieci minuti avevo già problemi all'osso sacro. Su una sportiva lo metti in conto, ma su una moto che dovrebbe portarti in giro tutti i giorni pesa parecchio.
In sella alla WN7, pronti a partire. L'osso sacro ancora non sapeva cosa lo aspettava.
Qui c'è la cosa più curiosa per chi viene dal motore a benzina. Il freno motore si regola: se lo porto dal minimo al livello tre, quando chiudo il gas la moto rallenta tantissimo, e quella frenata in realtà serve a ricaricare la batteria. Al massimo è paurosa: lasci l'acceleratore ed è praticamente un'inchiodata. Sarà che sono abituato al quattro cilindri, ma dopo qualche chilometro ho trovato il mio equilibrio: tenerlo a livello uno è l'ideale, perché la moto rallenta in modo più naturale, più simile a quello a cui sono abituato.
L'accelerazione ovviamente è elettrica, quindi istantanea: giri la manopola e la spinta c'è subito, senza aspettare che salgano i giri. La potenza veramente non le manca, almeno fino ai 100 km/h. Dai 99 km/h in su però ho sentito come una differenza, come se cambiasse qualcosa: non so se c'è un limite elettronico o qualcosa del genere, ma la sensazione è stata quella.
Giri la manopola e la spinta arriva subito: niente da aspettare.
Le sospensioni sono veramente, veramente rigide: le buche le senti tutte. Il rovescio della medaglia è che l'assetto ti permette di svicolare con un'agilità incredibile, e nei movimenti veloci sei molto più libero. Però poi arrivi nelle buche, e lì paghi il conto.
Su un asfalto così, con queste sospensioni, le buche le conti una per una.
Ed esattamente come immaginavo, a discapito della comodità in città e nelle buche, questo telaio così rigido, bello tosto, in curva ti fa divertire parecchio. È il motivo per cui scendi con il sorriso, nonostante l'osso sacro.
Dove il telaio rigido ripaga: in curva.
Una cosa che non pensavo mi desse così fastidio: non avendo marce, prima di ogni curva l'abitudine è quella di cercare la marcia per dare una scalata, e non c'è niente da scalare. È solo questione di abitudine, ma per chi guida da anni con il cambio è fastidiosissimo.
La frenata funziona benissimo: ho provato anche una bella inchiodata, e pure in questo si comporta egregiamente. E per chi come me non è un gigante: sono alto un metro e settanta e a terra ci tocco molto, molto bene. Su questo aspetto, nessun problema.
Nel complesso questa moto veramente non la capisco. Dovrebbe nascere come moto da città, da usare tutti i giorni: la sera la metti in carica e la mattina riparti, bella comoda. Però poi ti ritrovi un telaio molto rigido che, ripeto, in curva è veramente divertente, mentre in città è praticamente inutilizzabile, perché la sella è scomodissima e le buche le senti tutte.
In città dovrebbe essere a casa sua. Con questa sella e queste sospensioni, mica tanto.
Il problema è che non riesco a trovarle un segmento. È praticamente una via di mezzo tra una moto e uno scooter, ma dei due prende i lati negativi: dalla moto la rigidità e una sella da sportiva, che in città non ti servono; dallo scooter l'idea del mezzo da tutti i giorni, che però con quella sella e quelle sospensioni non regge. Divertente? Sì, tanto, soprattutto in accelerazione e in curva. Ma se dovessi consigliarla a qualcuno, ancora non saprei dire a chi.
Voi avete avuto modo di provarla? Se l'avete capita meglio di me, scrivetemi: sono curioso di sapere a chi la consigliereste.
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